Io, Lucia ... e il mio scrivere

Scrivere. Mi è sempre piaciuto scrivere.
Nei lunghi anni dell'adolescenza scrivevo, tutte le sere prima di addormentarmi, il Diario Segreto. Era per me come un Fratello, gelosamente custodito nel primo cassetto del comodino, vicino al letto. Gli ho regalato tutto di me: i miei sogni, le mie speranze, le mie illusioni, battezzate con calde lacrime di vita vissuta fino in fondo.
Dopo una lunga pausa di silenzio, interiorizzazione e ascolto, sono tornata ad aprire quel cassetto, offrendo a me stessa la possibilità di realizzare un sogno, così ho spiccato il volo nel magico mondo dell'Arte.
Da quel momento, Scrivere è diventato per me un'esigenza vitale, un desiderio insopprimibile, una necessità. Significa lasciare il mio Spirito libero di entrare in una dimensione magica, dove esiste uno spazio che non ha spazio e un tempo senza tempo.
Scrivere è un vivere, o meglio, un ri-vivere, una seconda volta, più intensamente, più in profondità; è provare emozioni, gioie e sofferenze che fanno vibrare il mio animo e mi rendono parte di un Tutto. E' un sentire il battito della Vita, l'energia dell'Universo, un percepire, ascoltare, essere toccata da quella scintilla di elettricità che accende la Natura.
Le mie opere nascono così dalla profondità del mio Io, dal guardare in faccia la Vita con occhi di bambina e dalla magnifica voglia di vivere che sento nascere e rinascere in me ogni momento.

I romanzi

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E’ la storia di un amore analizzato alla luce di una razionalità dolorante, dopo il buio dell’incoscienza nella macchia nera della depressione. E’ il risveglio lucido di una coscienza, quella di Mirella, che nel passare al setaccio gli ultimi anni della sua esistenza, dedicati ad un amore forte, passionale, completo, lo scoprirà fondato sull’illusione e sull’inganno. Mirella nel disincanto dei suoi quaranta e passa anni, si interroga sul significato dell’Amore, del Tradimento, dell’Amicizia, quella tra sole donne e, se è possibile, l’amicizia vera con un uomo, senza mischiare il sesso ai sentimenti. Altri personaggi le ruotano intorno, il marito Alberto, le grandi amiche Amelia ed Anna, Vittorio l’amico del cuore, Lorenzo, Linda...: sprazzi di sole e leggeri coriandoli di vita vissuta, gridata, strappata, che volteggiano impalpabili sotto il sole di un’estate bollente.

Guerra Edizioni
ISBN 97888-7715-982-3

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“Noi non siamo amati per quello che veramente siamo, per la nostra essenza, ma per quello che fingiamo di essere e di pensare. Se siamo troppo noi stessi, troppo leali, troppo sinceri è disarmante per l’altro che ci sta accanto, gli facciamo del male, è come se ci burlassimo di lui e della sua maschera e allora si sente in diritto di ferirci, di offenderci, di strapparci di dosso la nostra verità sfacciata con le sue mani infangate di ipocrisia e di niente…”  scrive Cristina, cercando conforto, nel suo Diario segreto nel rimpianto degli anni felici. La sua cara amica Nadia è lontana. Il marito Giacomo è sempre fuori per lavoro. E poi c’è la bambina, Margherita, da accudire. Nell’intreccio di confidenze, ricordi, segreti e dolori Cristina si ritroverà faccia a faccia con se stessa…

 

Edizioni dell' Anthurium
ISBN 88-89552-00-X

I racconti brevi

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La stazione ... ma adesso io

Nel racconto intitolato  “la Stazione… Ma adesso io” scritto per il Premio letterario Città di Terni, sesta edizione, a tema libero (Giugno 2006) propongo un viaggio interiore nella coscienza di una giovane donna che si trova a vivere un’importante storia di amicizia con l’Amico del cuore e parallelamente la storia di amore con il suo futuro marito. Un breve sprazzo di vita, anche nel mondo del diversamente abile, per evidenziare quanto sia difficile fare i conti sulla propria pelle davanti a scelte importanti, che cambiano la vita; davanti alle rinunce, ai sacrifici e alle decisioni coraggiose. Si tratta di vivere: come sempre, fino in fondo.

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Il filo della memoria

Scrivere questo mio primo racconto in occasione del VI° concorso letterario di Marea dedicato ai Padri (settembre 2005) mi ha fatto riflettere su quanto è per niente scontata “la figura maschile primaria” per una donna. A partire dal proprio Padre, per passare attraverso il marito o compagno di vita e proseguire nell’albero genealogico con il figlio, futuro padre anch’egli. Malgrado svariate siano le esperienze di cui ognuno è portavoce, propongo una storia di fantasia che cerca di abbracciare emozioni, gioie e dolori che una donna può vivere nella quotidianità della sua vita, giorno dopo giorno

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UN VIAGGIO NEL MONDO DI PAOLO GRUGNI

scrivi un commento 15/01/2010 15.42.33

UN VIAGGIO NEL MONDO DI PAOLO GRUGNI

Intervista a  Paolo Grugni


v  Paolo, in attesa del nuovo romanzo ITALIAN SHARIA - edito da PERDISA POP, la cui uscita è prevista per il 3 febbraio, raccontaci come nasce Paolo Grugni scrittore

v  Nasce nel 2002 dopo anni in cui pensavo di dover e voler scrivere un romanzo, ma non credevo di essere in grado. Poi mi sono chiuso in casa un anno e ho realizzato “Let it be”. Ma tutto è scaturito dall’urgenza di raccontare la società italiana e i suoi gravi, probabilmente incurabili, mali.

v  Nella tua veste di portavoce dei mali incurabili della società, oltre la denuncia degli stessi, quali rimedi possibili suggerisci?

v  Non ci sono rimedi per i mali del mondo, inutile illudersi. Posso però dire come mi ci oppongo io: scrivendo e denunciando. Ma anche leggendo quelli che come me lo fanno.

v  Quindi Let it be è il tuo primo lavoro e molto apprezzato dal pubblico visto le ripetute ristampe: nel 2004 la prima uscita con Mondadori, nel 2007 con Alacran e nel 2008 con Jackson Libri. La più recente che ancora scotta del caldo sole di luglio 2009 nella versione giallo Mondadori. Interessanti le copertine, 4 come i 4 cantanti dei Beatles. Raccontaci qualcosa in più di questa tua prima creatura!

v  Nonostante l'aspetto da giallo tradizionale, è molto altro. E' un romanzo su come le parole ingannano, nella vita come nell'intreccio di un thriller. Non a caso, il protagonista è un semiologo.

v  Passiamo a Mondoserpente, ventimila copie vendute. Il secondo lavoro: quali difficoltà e invece quali vantaggi si incontrano nel lavorare ad un secondo libro dopo la buona riuscita del primogenito?

v  Il vantaggio è quello di aver creato una base di lettori che ti seguono. La difficoltà è venuta dal fatto che non ho voluto ripetermi. Con "mondoserpente" ho creato un libro spiazzante, il che è di solito poco gradito sia agli editori che ai lettori, ma la cosa non è stata e non sarà mai una mia preoccupazione. Come dimostrano i romanzi successivi.

v  Perché hai scelto questo particolare titolo, Mondoserpente? Cosa riassume?

v  Si capisce dalla copertina. Il circolo chiuso nel quale noi ci dibattiamo inutilmente. La ciclicità, la serialità, l’illusione di poter evadere da un mondo preordinato.

v  Leggendo Aiutami, il terzo romanzo, entriamo e sentiamo in prima persona tutto il tuo amore per gli animali e la graffiante denuncia alle violenze che l'uomo perpetua nei loro confronti. In che modo vivi giorno per giorno -come dimostra la continua opera di sensibilizzazione attraverso i canali mediatici-- il tuo tempo in Aiuto agli animali?

v  Ogni giorno lo vivo con sofferenza, mi basta pensare che ogni giorno solo in Italia vengono ammazzati due milioni di animali, che considero, uno per uno, dei miei amici. Ma non mollo mai, ogni giorno faccio qualcosa per loro o muovo gli altri a fare qualcosa per loro.

v  Raccontaci il tuo amore per gli animali

v  Nasce da un’empatia da sin da piccolo ha avuto con loro. Empatia che non ho ancora trovato con gli esseri umani. E uno dei motivi è che gli umani sono la vera causa di tutte le loro sofferenze. A cominciare dal fatto che la gente dice di amarli mentre mangia un panino al prosciutto. E senza sentirsi tutto il ridicolo di questa affermazione.

v  Anche se è una goccia nel mare ma comunque un primo importante passo, quanto conta la presa di coscienza del lettore alla richiesta di Aiuto da parte degli animali?

v  E' fondamentale. Il romanzo è stato scritto per coloro che sentono di amare gli animali ma non fanno nulla per loro. Dev'essere un stimolo ad agire.

v  Raccontaci qualche episodio particolare e quanti amici a 4 zampe condividono il tuo stesso tetto!

v  Con me vive una coniglietta ariete di nome Ciccina. La sera, quando sto per andare a letto, le dico se andiamo a nanna. Lei mi guarda, poi parte e va sul letto ad aspettarmi. Più particolare di così!

v  All'interno della tua produzione qual è il libro a cui tieni di più

v  Da un punto di vista affettivo, “Let it be”. Sotto l’aspetto letterario, “mondoserpente”. Per l’impegno a difesa dei diritti dagli animali, vado orgoglioso di “Aiutami”.

v  Attualmente  a cosa stai lavorando?

v  Al mio quinto romanzo, “Il chirurgo rosso”, ambientato a cavallo tra il 1976 e il 1977. E’ la storia di un covo di terroristi neri nella rossa Emilia, ma allo stesso tempo ricostruisce uno dei periodi più bui della storia d’Italia. Credo uscirà verso la fine del 2011.

v  I tuoi progetti per il futuro?

v  A febbraio uscirà invece il mio quarto romanzo, “Italian Sharia” (Perdisa). Un storia ispirata all’omicidio della ragazzina pachistana Hina, uccisa perché non ritenuta una buona musulmana. Per cui un romanzo in difesa dei diritti delle donne e delle violenze che subiscono in nome della religione. Al tempo stesso è però uno spaccato di come viene vissuto e gestito il problema dell’immigrazione in Italia sia da parte dei singoli che da parte delle autorità.

v  Nel  Mondo di Paolo Grugni quale significato riveste la letteratura?

v  Cito una frase di Budd Schulberg, Oscar nel 1955 per la sceneggiatura di “Fronte del porto”: “Uno scrittore è un testimone che deve saper denunciare i guasti del potere”. Riassume perfettamente il mio pensiero.

Grazie Paolo, è stato un piacere fare quattro passi nel tuo mondo insieme ai tuoi Amici a 4 zampe

E a ri-leggerci presto!

 LuciaCucciolotti

Sulla Strada - J. KEROUAC

scrivi un commento 26/11/2009 17.01.17

SULLA STRADA di Jack Kerouac

      Sulla strada della tormentata frenesia


Un viaggio intenso ed affascinante nella povertà di una vita di istinti primari ma ricca di ideali da conquistare: un lungo viaggio di sola andata, quello della Vita, descritto da Kerouac  attraverso le parole di Sal Paradiso, giovane scrittore che sceglie di viaggiare e vivere al fianco del mitico Dean Moriarty.

Con il romanzo Sulla Strada edito per la prima volta nel 1957 Kerouac  incide il suo testamento e benedice un cult, un modo di essere beat che alimenterà l’essenza di numerosi giovani americani:  Dean, “un figlio occidentale del sole” incarnazione vivente del beat, si mette sulla strada, spinto dalla irrequieta e triste frenesia di andare alla ricerca del senso delle cose, alla conquista della Cosa che raggiungerà ascoltando il Jazz di Charlie Parker fin dentro il buco del mondo e il be-bop nella sfrenata notte di Chicago. E tale musica si ode perfino tra le righe quando Kerouac magistralmente va da un “ta-tap-tadir-rara… ta-tap-tadir-rara” fino a “ta-tap-ii-da-di-dira-rap!” nell’ultima notte di baldoria a Frisco di Sal e Dean.

Fra le scorribande, le notti di sesso rubato e di droghe fumate, le lunghe chiacchierate di inebriati e filosofici discorsi la tristezza emerge sempre quale fedele compagna di viaggio. Malgrado l’ansia di vivere di Dean e dei suoi compagni, di viaggiare, di andare oltre e cadere in eccessi con la droga, il sesso, le follie adrenaliniche alla guida delle formidabili auto americane ( la Plymouth, ad esempio, o la Cadillac), la musica alla radio, le notti imbevute di jazz e di chiacchiere, la malinconica tristezza risuona tra le pieghe dell’anima e come un sottile velo avvolge le cose, gli eventi, le persone, perfino il Lettore e la Vita stessa.

Il conforto all’ansia e alla triste noia viene dal paesaggio, pennellato meravigliosamente dalle libere descrizioni dell’Autore: e come Esploratori nel viaggio della Vita lungo la strada come Lettori assorbiamo e sentiamo sulla pelle il caldo o l’umido, le punture delle zanzare di Città del Messico, o i tramonti mozzafiato, i cieli stellati con stelle grandi come torce o macchiati di fitto inchiostro. La luna del Texas e altre meraviglie  ancora …

La vita sulla strada come un continuo viaggio per tagliare con le certezze di un lavoro fisso, di una casa e di una famiglia;  ma anche il viaggio alla ricerca della verità dentro se stessi e della propria identità: è la grande corsa di Dean che parte e ritorna da una ex moglie all’altra, con il divorzio in mano,  capace di abbandonare i figli seminati altrove per seguire l’energia di questa inesorabile irrequietezza.  Una frenesia che si consuma nell’atto stesso di vivere senza regole, con la speranza di potercela fare tra lavori di un giorno e digiuni forzati. Solo la benzina è la materia prima che permette di andare, senza fermarsi mai:  «Sal dobbiamo andare – afferma Dean – e non fermarci mai finchè non arriviamo» «Per andare dove, amico?» «Non lo so, ma dobbiamo andare» (…)  «Perché c’è sempre qualcosa di più, un po’ più in là   … non finisce mai» ”.

 Il viaggio sulla Strada è la storia di una Amicizia, quella fra Sal e Dean, che non morirà mai e di un ideale di vita: “Oh, amico! Amico! Amico! – si lamentava Dean – E questo non è nemmeno il principio … e adesso eccoci qua finalmente che stiamo andando verso l’Est, non siamo mai andati all’Est insieme, Sal, pensaci … e vedremo quel che fanno tutti quantunque non ce ne importi gran che, poiché la questione è che noi sappiamo cos’è quella COSA e abbiamo la nozione del TEMPO e sappiamo che tutto procede veramente BENE”.

Sta qui veramente l’essenza della felicità di cui Dean diventa l’incarnazione vivente, di una vita priva di preoccupazioni inutili, protesa solo in avanti, nell’andare sempre oltre. Ma a volte il viaggio termina e si deve tornare, dalla zia – come fa Sal, o da una ex moglie, come Dean.

Anche se il viaggio  era finito, Sal Paradiso e Dean Moriarty una volta arrivati a New York, si strinsero le mani decidendo di rimanere amici per sempre. Era giunto il momento di andare ognuno per la propria strada e Dean a quell’epoca aveva quattro piccoli suoi e non un centesimo, e come sempre era pieno di guai e di estasi e di “verve”; mentre Sal, malgrado la sua “pellaccia da fannullone”era riuscito ad avere dei soldi con la pubblicazione del suo libro. Ognuno lungo il proprio “orribile percorso da compiere”. 

Ma si sarebbero presto ritrovati insieme con il muso sferragliante della macchina puntato verso Sud per raggiungere finalmente quella Cosa.  E ancora una volta raggiunta la mèta, a Città del Messico, Dean come un cadavere ambulante è pronto per tornare a New York e ricominciare tutto daccapo  con le sue mogli e i suoi guai, abbandonando l’amico malato.  Leggiamo ad alta voce e godiamoci questa bellissima e parimenti dolorosa conclusione del Viaggio:  «Povero Sal – afferma Dean -povero Sal, s’è ammalato. Stan si occuperà di te. Adesso sta a sentire se ce la fai, malato come sei: ho ottenuto quaggiù il divorzio da Camille e stanotte torno a New York da Inez se la macchina ce la fa» «Tutto daccapo?» gridai.  «Tutto daccapo, vecchio amico. Devo tornare alla mia vita…»  “Dodici ora dopo nella sofferenza febbrile riuscii finalmente a capire che se n’era andato. A quell’ora stava tornando indietro da solo guidando in mezzo a quelle montagne piene di banane, questa volta di notte. Quando migliorai mi resi conto che mascalzone fosse, ma poi dovetti immedesimarmi nelle impossibili complicazioni della sua vita, come fosse stato costretto ad abbandonarmi laggiù, ammalato …  «Okay, vecchio Dean, non dirò nulla»”.  Eccola qui la grande forza della loro Amicizia: non dire nulla né giudicare ma semplicemente perdonare nella piena accettazione dell’Altro.

In fondo a questa triste storia di vite intrecciate e abbandoni Dean ritornerà a New York dall’Amico Sal con 5000 km di viaggio in treno sulle spalle, solo per vederlo, nella triste accettazione della vita con la più amareggiata e la più filosofa delle mogli:  in quella fredda sera d’inverno senza più nemmeno la forza di parlare, i due protagonisti si incontrano e più nessun discorso irrefrenabile riesce ad attaccare tra loro; nella mancata volontà di scombinare i piani di una serata per ricominciare tutto daccapo  Sal dirà addio al vecchio Dean, con la certezza nel cuore che gli andrà tutto bene.

L’amicizia tra i due protagonisti descritta da Kerouac si rafforza tragicamente, benché fatta di assenze, abbandoni e di promesse non sempre mantenute e si risolverà idealmente nei loro cuori e tristi pensieri di commiato. Così pure l’Amore e la figura della Donna che ne emerge lascia l’amarezza di quale Vita si è vissuta: un Amore vissuto non nella piena e totale condivisione. Mentre Dean sogna l’Amore Assoluto e tenta e ritenta ancora di tenerlo vivo mettendo al mondo dei figli, nella superficialità di un sentimento creduto eterno quanto nell’essenza effimero. Il divorzio è il salvavita, è la meta da raggiungere per poter ritornare e ricominciare tutto daccapo, come via d’uscita da una ex moglie e porta d’ingresso alla nuova moglie da sposare, perché già di nuovo incinta. Sempre la stessa strada da seguire, andare e ritornare per abbandonare  e ripartire e pur sempre ricominciare. Senza tregua.

Sal invece sceglie di provare con la nuova ennesima  ragazza, compagna di una notte o di un pezzo di vita sulla strada, non solo la sottomissione al sesso sfrenato ma la via del dialogo e della comunicazione circa la vita, i sogni e le illusioni: “non discorsi di corteggiamento, ma una buona chiacchierata come si deve a proposito dell’anima, poiché la vita è sacra e ogni momento è prezioso”. Come quando Sal tenta di spiegare a Rita Bettencourt, a Denver, quanto era ansioso di vivere e le cose che avrebbero potuto fare insieme mentre  la risposta annoiata che giunge da parte di lei alla solita domanda di Sal “Che cosa pretendi dalla vita?” è “Non so -  servo ai tavoli e cerco di tirare avanti”.   Ogni discorso si sgretola nel vuoto di ideali e mancati desideri delle donne che non sanno nemmeno se sono felici oppure no.

Un continuo viaggiare, partire, andare e pur sempre ritornare: dalla zia che rappresenta la certezza dei soldi e di un posto stabile; da una ex moglie o dall’altra, che per quanto abbandonata e delusa è sempre propensa ad accettare il rientro a casa. Fuggire, consumati dalla frenesia della ribellione e della libertà dai vincoli imposti dalla società e pur sempre tornare alle sicurezze e certezze di continuità sotto le stelle.  Quanta felicità porta l’individualismo solipsistico di una “continua vita sulla strada”, tagliando i contatti con le basi della comunità e della società alla quale, per forza o per inerzia, sconfitti o vittoriosi pur sempre si ritorna.

Un continuo muoversi e andare, per eludere il peso della Morte come ultima destinazione del viaggio; e per ricercare soprattutto se stessi, la propria essenza nella vastità delle terre attraversate e fra la moltitudine delle persone viste e incontrate.

E alla fine di ogni viaggio, interiore, d’avventura o biologico che sia una sola unica certezza resta chiara nella mente: di tutta quella massa di gente che sogna nell’immensità della strada che va, con le stelle al tramonto, “nessuno sa quel che succederà di nessun altro se non il desolato stillicidio del diventar vecchi”. Allora anche io, come Sal Paradiso, penso a Dean Moriarty.

Interpretato da Lucia Cucciolotti   

PAROLE NEL WEB E INTRECCIO DI MANI

scrivi un commento 22/10/2009 18.24.11

Parole nel Web, 4 autori x 3 racconti a 4 mani

 di A. DIDATO, C. MENZINGER DI PRUESSENTHAL, S. CALAMANDREI, S. BUMBI

 


PAROLE NEL WEB E INTRECCIO DI MANI

Quello che più colpisce di "Parole nel web" edito da LIBERODISCRIVERE è l'intreccio magico e nascosto di mani dei quattro scrittori che partecipano a questa nuova esperienza nella stesura dei 3 racconti che formano l'opera.

“Lei si sveglierà”, “Se sarà maschio lo chiameremo Aida”  e “Cybernetic love”  sono le storie scritte nel web e scambiate per email che  compongono l’opera;  storie veloci da consumare, insolite e a volte scontate ma raccontate con originalità e slancio.

Gli Autori (Carlo Menzinger che fa coppia rispettivamente  con Sergio Calamandrei,  Andrea Didato e Simonetta Bumbi) emergono come fantasmi fra le righe, sconosciuti e perfino scomparsi da questa Vita reale, ma uniti dalla passione per la Scrittura, che quasi come inno alla Vita risuona fra le righe. Interessante, dunque, la modalità di interazione e di stesura dei racconti a più mani; due teste, due cuori e rispettivi bagagli di Vita nel confronto o scontro di un unico testo da creare a quattro mani.

 Lei si sveglierà” è il racconto breve che apre il libro:  è la veloce consumazione di un amore da sempre desiderato,  il tentativo di descrivere una storia d'amore negativa vista dalla parte di un "piccolo cattivo".

Il secondo racconto (o romanzo breve - NDA) "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" è  una ricostruzione moderna e surreale del Libretto d'opera di Antonio Ghislanzoni per l'Aida di Giuseppe Verdi.
L'ambientazione irreale è su un'inesistente altissima montagna (quasi un Everest) dell'Appenino Meridionale.

 Di notevole intensità l'ultimo racconto, "Cybernetic love" che narra, riscrivendole in linguaggio informatico e anglofono, un tragico triangolo d'amore nato da una chat, usando come "mattoni" svariate citazioni dei classici della letteratura, in particolare, come sottolinea l’Autore, da: Iliade di Omero, Eneide di Virgilio, Medea di Euripide, Divina Commedia di Dante, Canzoniere di Petrarca, versi di Cino da Pistoia, Amleto di Shakespeare, La Vita è sogno di De La Barca e i Promessi Sposi di Manzoni.  Una originale e apprezzata rivisitazione in chiave moderna, cibernetica e informatica di molteplici versi scritti da Mani Illustri; Parole che i Nostri accordano e uniscono in perfetta sintonia e mescolanza offrendo al pubblico una  ironica e tragica visione dell’Amor Virtuale ai tempi del Web.

OTTOBRE 2009-10-22

LuciaCucciolotti

CORIANDOLI DI VITA di LUCIA CUCCIOLOTTI

scrivi un commento 28/09/2009 10.24.40

CORIANDOLI DI VITA- di LUCIA CUCCIOLOTTI


Della Vita e dintorni

“A chi mi chiede perché scrivo dopo aver pubblicato 2 romanzi (Il volo della farfalla, Anthurium Edizioni, 2004; Coriandoli di vita, Guera Edizioni, 2007) mentre una raccolta di racconti (Le nude parole e altre cattive storie) è in fase di pubblicazione. A questa domanda, perché scrivo, che mi risuona dentro come una eco assordante, rispondo con il dire semplicemente che la mia mente lavora in maniera libera e va da sé dietro a tutto questo fluire di ispirazione, idee, immagini, visioni, energia, fantasia. E' per me un rifugio grandioso ed un conforto. Una salvezza, per così dire, quando mi sento affogare nel male di vivere!

Perché leggere i miei libri? Perché offro al lettore la possibilità di provare sulla pelle tutte le emozioni che scrivo, di entrare nelle pagine del mio libro, di camminare fra le righe, vivere al fianco dei personaggi e diventare protagonista, riconoscendosi nelle storie di vita vissuta che racconto, storie reali, comuni, rubate al vivere quotidiano (…)”                                                   [estratto da un’intervista dell’Autrice a se stessa]

            Il romanzo “Coriandoli di vita”, edito da GUERRA EDIZIONI PERUGIA nel Dicembre 2007,  narra “la storia di un amore analizzato alla luce di una razionalità ancora dolorante, dopo il buio dell’incoscienza; il risveglio lucido di una coscienza che passa al setaccio lunghi anni della propria esistenza, dedicati ad un amore forte, passionale, completo, fondato però sull’illusione e sull’inganno. Ad essa si intrecciano sprazzi di sole, leggeri coriandoli di vita vissuta, gridata, strappata, che volteggiano impalpabili sotto il sole di un’estate bollente”.

E’ la storia di una giovane donna, Mirella, che dopo essere stata tradita da suo marito Alberto riflette sul significato dell’Amore, dell’Amicizia, sulla differenza fra l’amicizia tra donne e se è possibile l’amicizia, quella vera, con un uomo, senza mischiare il sesso ai sentimenti.  Alltri personaggi le girano intorno, Amelia, la sua migliore amica e collega di lavoro, Vittorio amico di entrambi, Anna la moglie di Vittorio, Lorenzo, un giovane frate, Linda l’amante del marito.

Mirella si troverà faccia a faccia con se stessa, in questo ripercorrere con sofferenza le vicende degli ultimi mesi trascorsi fra letti d’ospedale, per un intervento al seno, e varie dimore dopo la caduta nella depressione. Analizzerà i suoi sentimenti, i suoi desideri, e soprattutto il difficile travaglio della scelta dopo il tradimento subito: è possibile il perdono oppure no?

In questo intrecciarsi di storie private, di sentimenti ed eventi il mio principale intento è stato quello di sottolineare l’universalità di ogni forma d’arte: visiva, con il richiamo ad alcune opere pittoriche; scritta: con il richiamo a libri e poesie; cantata: citando alcuni versi di famose canzoni. E la empatia che si viene a creare con l’opera d’arte in ogni sua forma di espressione. Il potere di trasmettere emozioni, di condividerle e di purificarsi insieme.

 Evidenziando così la globalità del comunicare e il bisogno irrefrenabile di comunicare con ogni mezzo tipico della società moderna: con l’uso della parola pronunciata a voce, la scrittura, dalla classica lettera scritta a mano alla e_mail, passando per gli  sms del cellulare, alla chat.

Viene inoltre proposto il parallelismo fra l’aspetto leggero della quotidianità e banalità del vivere, con alcune frasi e chiacchiere sotto l’ombrellone, e le profonde e razionali riflessioni, la ricerca della verità e delle risposte al vivere di ogni giorno.

Interessante è stato il percorso che mi ha fatto riflettere sull’importanza dell’Amicizia. Ho cercato di analizzare la diversità, se esiste, dell’amicizia fra donne e di quella fra uomini, chiedendomi continuamente se è possibile instaurare un rapporto di vera amicizia, senza sesso, fra un uomo e una donna. Si arriva al tema del tradimento, nelle sue forme pure: psicologico e sessuale. E quale possibilità di perdono.

E così via, potrei citare ancora e ancora le tematiche e le linee guida che hanno accompagnato le mie riflessioni e le mie indagini sul vivere e sul riportare su carta le emozioni provate, ma lascio alla libera interpretazione del lettore ogni altra peculiarità e sottigliezza.

LuciaCucciolotti     settembre ’09


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